Associazione Gruppi Insieme si può... ONLUS ONG

Insieme si può e Dolomiteam 2015

Io e Alessandro iniziammo concretamente a strutturare il viaggio nell’autunno del 2013 e la nostra volontà al tempo era quella di partecipare al Mongol Rally, gara automobilistica amatoriale dai risvolti benefici con partenza da Londra e arrivo a Ulan-Bator.
Nei mesi successivi l’idea sulla partecipazione al Mongol Rally venne meno a causa di varie riserve che avevamo entrambi nei confronti della manifestazione, come gli alti costi di iscrizione senza nessun tipo di assistenza burocratica o legale.
Mongol Rally è sì un brand attraente, ma perché un “rally di beneficenza” deve avere un costo di partecipazione di 700€? Quei soldi dove vanno a finire e come vengono utilizzati?
Desistemmo quindi dal partecipare al Mongol Rally e iniziammo a ragionare ad un progetto totalmente nostro: un viaggio itinerante attraverso il continente euro-asiatico, legato all’incontro fra culture e realtà distanti tra loro attraverso i patrimoni UNESCO, simbolo delle bellezze naturalistiche e architettoniche che uniscono l’umanità nella sua molteplicità. Un viaggio folle, complesso, articolato, ma nostro.
Però certe cose del Mongol Rally volevamo mantenerle: l’idea di guidare un auto da rottamare per oltre 15 mila chilometri, il percorso a grandi linee e la questione benefica.
La beneficenza fin dal principio fu una parte essenziale del progetto e la nostra volontà era quella di dar visibilità ad associazioni umanitarie del bellunese, raccogliendo fondi da devolver loro durante i nostri eventi pre e post partenza: l’idea fondante della parte benefica era quella di avere una ricaduta umanitaria e territoriale tramite la nostra esperienza.
E finalmente, dopo mesi di contatti, siamo orgogliosi di presentarvi la nostra partnership: Dolomiteam 2015 collaborerà con l’ “Associazione Gruppi Insieme si può…ONLUS – ONG” (http://www.365giorni.org/).
Insieme si può è una ONG fondata nel 1983, composta da oltre 70 gruppi con oltre 2000 aderenti; è un’associazione umanitaria che coopera in oltre 30 paesi del mondo, dove promuove, amministra e sostiene progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo in ambito educativo, sanitario, difesa dell’infanzia, empowerment femminile, sicurezza alimentare, agroforesty, microcredito, interventi umanitari nelle emergenze.
Insieme si può fu una delle prime associazioni italiane a promuovere il  Sostegno a Distanza e ad oggi assiste quasi 3000 bambini in oltre 14 paesi del mondo.

Nei mesi prossimi, attraverso i vari eventi che realizzeremo, cercheremo di promuovere l’operato di Insieme si può raccogliendo fondi da donare direttamente alla loro cooperazione nel progetto “Campi profughi afgani”.
Questo progetto vede cooperare Insieme si può con varie associazioni afgane come Rawa, Hawca, Opawc, Social Association of Afghan Justice Seeker (SAAJS), impegnate sul campo in progetti a favore di donne vittime di violenza e emarginazione, sostegno all’infanzia, sostegno sanitario e scolastico.
Il progetto ha come obiettivo il miglioramento della condizione di vita dei profughi afgani, che vivono in strutture di legno, fango e nylon anche nella stessa capitale dell’Afghanistan, Kabul.
La popolazione vive in una situazione abitativa precaria, dove le fatiscenti abitazioni non sono sufficienti a garantire protezione dal clima rigido di Kabul; inoltre mancano completamente le strutture assistenziali più elementari, come la sanità o l’istruzione.
La manca di una qualsivoglia assistenza sanitaria permette lo sviluppo di malattie facilmente prevenibili e curabili che in condizioni umanitarie di quel genere si aggravano facilmente.
Il progetto ha il fine di rispondere in maniera concreta a questa emergenza, provvedendo a garantire acqua potabile, dispositivi – per quanto elementari – per il riscaldamento, rinforzo alimentare e garanzia di cibo, assistenza sanitaria continuativa, corsi per i bambini in età scolare.

Ma perché proprio l’Afghanistan?

L’Afghanistan è uno stato dell’Asia Centrale che da oramai 36 anni vive in una situazione di instabilità politica, sociale ed economica, dovuta alla pesante ingerenza delle potenze straniere nell’area: in quasi quattro decadi l’Afghanistan ha vissuto una guerra contro l’Unione Sovietica, una guerra civile tra mujāhidīn e talebani ed infine l’invasione della NATO a seguito dell’11 settembre 2001.
A 14 anni di distanza dalla guerra condotta dagli Stati Uniti, l’Afghanistan è un paese in macerie, senza una struttura statale che garantisca i servizi minimi alla popolazione, dove sono ancora alti i rischi di attentati e sequestri e dove parte del territorio nazionale è ancora controllato da insorti e talebani.
Noi Dolomiteam 2015 costeggeremo per oltre 300 chilometri il territorio afgano, da Kulob a Khorog, in Tajikistan e il confine afgano sarà lì a qualche decina di metri, simile ad un muro invalicabile, così distante e così impenetrabile; sarà l’unico confine che ci sarà impedito attraversare, perché pericoloso, perché al di là di una linea immaginaria vi è una realtà instabile e inadeguata per un occidentale, una realtà instabile anche a causa delle ingerenze che il nostro mondo ha portato e amplificato.
L’Afghanistan è una delle poche realtà al mondo dove la guerra fredda è continuata oltre il crollo del muro e i suoi limiti temporali, dove la stessa guerra fredda si è trasformata in loco, diventando il simbolo del nuovo scontro secolare, quello tra occidente e islam, dove come in ogni scontro quelli che periscono sono gli ultimi, i deboli, i morti da statistica e non da compiangere.
Associazione come Insieme si può rompono questo “muro invalicabile” e affrontano direttamente la problematica, per garantire dignità e diritti a uomini, donne e bambini di un terzo mondo sempre più dimenticato.
Come Dolomiteam 2015 cercheremo attraverso tutti i mezzi a nostra disposizione di far conoscere l’impegno e le attività di Insieme si può (che coopera anche in Uganda, Brasile, Somalia e Sud Sudan), per ricordare alla gente che “È ora di prendere coscienza che ognuno di noi ha un propria quota di responsabilità nei confronti dei più poveri, di coloro che vengono derubati dei propri diritti, ogni giorno!”

Contatti

“INSIEME SI PUÒ…” ONLUS-ONG
Via Garibaldi n. 18 – 32100 Belluno ITALY Tel. e Fax: +39.0437.291298
E-mail: info@365giorni.org

Donazioni

Si può donare attraverso il Paypal presente a questo link
http://www.365giorni.org/cosa-puoi-fare/dona-ora.html

Altrimenti puoi fare la tua donazione a “Insieme si può…” con bonifico bancario o bollettino postale alle coordinate specificate di seguito. Ricordati di indicare la causale della tua donazione (in questo caso Campi profughi afgani) seguita dalla dicitura “erogazione liberale”.

 Associazione Gruppi “Insieme si può…” Onlus-Ong

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Conto Corrente Bancario: IT23A 08511 61240 00000 0023078 – Cassa Rurale e Artigiana di Cortina

Michel Bortoluz